La creatività occulta di Alberto Martini

Alberto Martini, Illustrazione per “I Racconti del mistero e dell’orrore” di Edgar Allan Poe, 1908

Alberto Martini (1876 – 1954) è stato un precursore del movimento surrealista, e nella sua carriera si è dedicato al disegno, alla pittura, all’incisione e all’illustrazione. Nonostante la sua vasta e valida produzione, legata in particolar modo al mondo delle illustrazioni di grandi classici della letteratura, ancora oggi quest’artista non è particolarmente conosciuto, e ciò è probabilmente dovuto alla raffinatezza delle sue opere, caratterizzate da un’immaginazione onirica ed anche macabra che si rifaceva più alla matrice nordica che alla corrente simbolista italiana.
Suo padre Giorgio era un pittore naturalista e professore di disegno, e già nell’adolescenza guida Alberto nell’inizio delle sue attività artistiche.
Durante i primi anni, Alberto realizza molti disegni manifestando una particolare preferenza per le arti grafiche; utilizzando principalmente matite grasse ma realizzando anche piccole opere ad olio, ad acquarello e a tempera grazie alle quali inizia a raggiungere i primi risultati.
Durante gli anni della formazione, Martini realizza innumerevoli disegni, rivelando subito una particolare predilezione per la grafica. Pur dedicandosi alle matite grasse, realizza anche oli, acquarelli e tempere di piccolo formato grazie ai quali, superato il mero esercizio scolastico, raggiunge i primi validi risultati. In questo periodo, i temi che predilige sono quelli della campagna circostante Treviso e dei contadini al lavoro, e dunque il tema del rapporto uomo-natura in divenire. Anche lo studio analitico e gli esercizi di stile riguardanti fiori e conchiglie si sono tradotti in una serie di validissimi acquarelli.
I temi preferiti sono quelli della campagna trevigiana e dei contadini al lavoro: quindi l’uomo e il suo rapporto con la natura vista nel suo divenire. Si esercita anche su fiori e conchiglie, che studia in modo analitico, lasciando una serie di acquarelli molto belli. Attraverso queste esercitazioni, Martini mostra attraverso questi temi di assimilare la cultura figurativa italiana ed europea d’ispirazione tardoromantica, volta a cogliere dubbi e perplessità d’ impronta simbolista sul senso dell’esistenaza umana.
Tra il 1894 e il 1896 realizza le quattordici chine acquerellate dell’Albo della morte, rivelando così chiare suggestioni culturali di matrice nordica.
Iniziò ad illustrare i classici a partire dal 1895, per il Morgante Maggiore di Luigi Pulci, poi abbandonata per dedicarsi alle illustrazioni dedicatee alla Secchia Rapita di Alessandro Tassoni. Queste opere testimoniano una grande abilità grafica del Martini e chiudono l’esperienza giovanile all’insegna di precise fonti letterarie ed influenze nordiche.
Nel 1899 con i disegni per Il poema del lavoro partecipa alla terza Biennale di Venezia, tali disegni verranno in seguito esposti a Monaco e a Berlino. Nello stesso anno realizza una serie di diciannove cromolitoAlberto Martini, Alichino e Calcabrina, Illustrazione per la Divina Commedia, Inferno, XXII, 1937grafie (cartoline postali illustrate, manifesti per Carnevale o veglioni e affiches pubblicitarie) per alcune case litografiche di Treviso.
Si tratta di lavori d’ispirazione vagamente liberty con richiami anche al gusto preraffaellita inglese. Nel 1901 realizza il primo ciclo di 19 disegni a penna acquarellati per l’edizione illustrata de La Divina Commedia.
Nel primo decennio del ‘900 ha inizio la sua esperienza europea: soggiorna a Parigi nel 1904 dove disegna i primi ex libris per autori del calibro di Antonio Fogazzaro e si dedica a un altro ciclo grafico chiamato La lotta per l’amore (86 disegni completati nel 1905 a penna e pennello in inchiostro di china). Realizza inoltre le tavole illustrative per i racconti di Edgar Allan Poe che completerà nel 1909 inaugurando così un periodo estremamente produttivo nel campo della grafica a spunto letterario.
Nel 1909 realizza tre splendidi disegni a penna in inchiostro di china: Crepuscolo veneziano, Sogno e Una pagina crudele. Partecipa inoltre all’ottava Bienna di Venezia con i disegni a penna La bella straniera, Murano e con otto Alberto Martini, Grottesca, 1915illustrazioni per le Storie straordinarie di Poe. Esegue una serie di disegni per l’opera di Stéphane Mallarmé, Poemucci in prosa e le prime tavole per il Macbeth di Shakespeare, a cui lavorerà fino al 1911. Nello stesso periodo esegue le tavole illustrative per il poema tragico di E.A. Butti, il Castello del Sogno. Dopo la morte del padre si trasferirà con la madre nelle campagne di San Zeno, nel trevigiano; in questo periodo realizzerà le opere più significative eseguite per l’Amleto di Shakespeare e il ciclo grafico per le poesie di Verlaine (55 disegni realizzati a penna e colorati a pastelli). Il soggetto preferito è in questo periodo la donna farfalla.
Quando scoppia la prima guerra mondiale, realizza una serie di 54 litografie intitolata Danza Macabra. L’artista inizia anche una serie di litografie, terminate nel 1915, per il poema grafico Misteri, contenente sei illustrazioni (Amore, Morte, Infinito, Follia, Sogno, Nascita). Nel 1920 inizia a realizzare il ciclo grafico di Trentun Fantasie Bizzarre e Crudeli. All’anno 1923 risale invece l’idea del Tetiteatro: un teatro sull’acqua albertomartinidedicato alla dea del mare Teti. Martini esegue ispirandosi a opere teatrali o musicali di Wagner, Strauss, Eschilo, Wilde e altri, una serie di disegni e scenografie per la realizzazione del suo teatro sull’acqua. Tali illustrazioni verranno pubblicate nel volume Il Tetiteatro ovvero il teatro sull’acqua di Alberto Martini, con testo di Emanuele di Castelbarco, pubblicato nel 1924 da Bottega di Poesia.
Molto deluso dall’ostilità e indifferenza dei critici italiani, che verso la fine degli anni venti sembrano ignorare i suoi lavori, Martini si trasferisce a Parigi dove coltiva amicizie altolocate e trova un positivo riscontro in termini di critica. Inizia quindi a dipingere “alla maniera nera” realizzando opere di impostazione surrealista, come ad esempio gli oli Conversazione con i miei fantasmi, Fiore dello scoglio, La prigione sotterranea. All’inizio degli anni trenta Martini torna a dedicarsi all’illustrazione in bianco e nero di numerose opere letterarie, realizzando disegni a penna e acquarelli colorati per opere come Une saison en enfer di Rimbaud, Les fleurs du mal di Charles Baudelaire, Poèmes di Mallarmé, La danse macabre di M. Orland: la china è evidentemente lo strumento che padroneggia meglio e che gli permette di illustrare in maniera intrigante l’universo arcano e onirico di questi autori letterari.
Nel periodo 1941-1952, rientrato a Milano per problemi finanziari, illustra con una serie litografica a colori La vita della Vergine e altre poesie di R.M. Rilke. Tra le pitture ad olio più interessanti di questo periodo possiamo ricordare: Anime gemelle (1945), Corteo di Venere (1949), e La valle di Cleopatra (1950). Nel 1952 espone alla XXVI Biennale di Venezia i disegni a penna in inchiostro di china colorati a pastello dal titolo La realtà e i sogni di gloria e La finestra di Psiche nella casa del poeta.
Le immagini di Martini, in particolare quelle ad inchiostro, sono oscure, esoteriche, intrise di una forte portata simbolista e di una sensualità crudele e spietata. Ancora oggi poco conosciuto, quest’artista seppe guardare molto oltre il suo tempo, cercando di fissare su carta i drammi e le visioni generati dal mondo onirico e dall’universo dell’inconscio. Vicino a molti ambienti artistici europei, egli rimase fedele solo a sè stesso e volutamente avvolse la sua vita in una nube di mistero, impegnato a inseguire una propria personalissima visione e ricerca estetica.

albertomartini2 Fonti: Pagina Wikipedia dedicata ad Alberto Martini – Barbara Meletto (barbarainwonderlart) | Alberto Martini; l’anima nera dell’arte

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